XIII GUIDE Conference
The Education in the Fourth Industrial Revolution

La Conferenza

XIII Conferenza Internazionale GUIDE

Dopo l’avvento di internet, dei computer e dei network, come conseguenza della terza rivoluzione industriale, le scuole e le università devono ora prepararsi ad affrontare le sfide poste da una nuova rivoluzione industriale, molto diversa dalle precedenti e che richiede un maggiore coinvolgimento ed impegno da parte delle istituzioni.

La quarta rivoluzione industriale si caratterizza per  i nuovi ruoli affidati alle macchine, capaci ormai di svolgere compiti che prima si consideravano possibili soltanto per gli uomini. Questo influenza tutti gli aspetti della vita, sociali, economici, culturali, educativi e del mondo del lavoro, richiedendo alle università di adattarsi ai nuovi cambiamenti e di creare e adeguare i contesti per preparare gli studenti ai i loro impieghi futuri.

L’obiettivo della XIII Conferenza GUIDE è quindi quello di fornire una piattaforma accademica per ricercatori, scienziati, professori e istituzioni in grado di analizzare l’impatto delle nuove tecnologie, come ad esempio:  ubiquità digitale, sistemi fisico-cibernetici e intelligenza artificiale, stampa 3D, robotica, Big Data, Internet of Things (IOT), mondo virtuale e realtà aumentata, genomica e Mobile Computing nelle strategie dell’educazione,  dei processi e dei sistemi.

In questo contesto la ricerca portata avanti dalle Università gioca un ruolo centrale nel trasferire agli studenti la capacità di usare ed applicare differenti conoscenze nell’ambito di diversi contesti, nell’insegnare come collaborare con colleghi e professori e nel modo in cui usare nuove forme di comunicazione e abilità adeguate a risolvere situazioni complesse.

Il congresso mira inoltre alla formazione di una comunità di esperti che condivida le nuove ideologie e le migliori pratiche. L’utilizzo di casi-studio ed esperienze concrete confermano l’approccio pratico da sempre promosso nelle Conferenze GUIDE.

I TEMI DELLA CONFERENZA

Didattica per l'epoca digitale

In questi ultimi decenni l’agire educativo ha fatto leva essenzialmente sull’epistemologia del “costruttivismo” e delle sue evoluzioni. La centralità dell’allievo è stata alla base delle metodologie  nella didattica conseguente. Oggi, le scienze della complessità, le neuroscienze e le scienze sociali fondate sulla biologia  consentono di far avanzare la didattica dell’e-learning in maniera più solida. Le teorie del “enattivismo”, non nuove, ma rimaste inesplorate tra gli anni ’80 e ’90, per la stretta connessione che individuano tra percezioni senso-motorie ed esperienza cosciente, stanno catturando l’attenzione dei costruttori di mondi virtuali per la didattica (pedagogisti, docenti, ingegneri, informatici ecc.). A questo punto appare necessario esaminare con attenzione il  passaggio dal “learner-centered education”, a “interazioni multilivello” tra docente, discente e ambiente in cui si svolge l’interazione.

Robotica educativa: il futuro della mediazione

La robotica educativa ha raggiunto livelli applicativi talmente raffinati da costituire un vero punto di forza nel processo di apprendimento basato sull’interazione. Le potenzialità dell’e-learning ne risultano arricchite grazie a laboratori (reali o virtuali) che stanno sperimentando la “Augmented Reality”, i “Multiplayer Virtual Worlds”, o i “Simulation game”.

Riconducibile alle metodologie formative  del “Technology Enhanced Learning”, la robotica educativa appare ispirarsi al pensero di Seymour Papert, secondo cui gli studenti devono rendersi:  "… indipendenti, responsabili del proprio apprendimento…", nel contempo sostenuti da artefatti educativi quali quelli citati.

Strategie educative per ottimizzare la produzione del futuro: verso la crescita e l'innovazione

La produzione industriale rimane un punto di forza sia per le economie emergenti che per quelle già sviluppate.  Nell’ultimo decennio, questo settore si è modificato enormemente portando con sé enormi cambiamenti in termini di crescita e miglioramento nel mondo del lavoro e sulla qualità della vita. Le tecnologie emergenti sono la chiave per lo sviluppo di prodotti, processi e servizi innovativi ed offrono significative opportunità sia per le piccole che per le grandi imprese. Questi cambiamenti avranno un profondo impatto sull’occupazione lavorativa degli anni a venire. E’ dunque cruciale mettere in condizione la forza lavoro esistente e le generazioni emergenti di acquisire le abilità necessarie di cui ha bisogno l’industria di oggi e del futuro.

In questo contesto, l’educazione deve adattarsi alle nuove condizioni imposte, rinnovando il suo metodo pedagogico attuale. Nuovi paradigmi dovranno essere stabiliti non solo nelle competenze di manager, impiegati e tecnici delle future industrie efficienti, ma anche nell’approccio culturale delle persone di ogni età e livello di istruzione, dalla scuola primaria all’Università.

 

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